03 luglio 2008

PSICOANALISI E ILLUSIONI

Immaginate per un attimo di essere malati. Soffrite di cirrosi epatica. Decidete di recarvi da uno specialista. Siete fiduciosi nella vita e nella scienza e quindi, mentre entrate dal medico, vi sentite abbastanza sereni ...

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06 giugno 2008

IL POTERE DI RIMETTERE I PECCATI

Una delle merci più preziose di cui la Chiesa Cattolica dispone è sempre stata, senza dubbio, la facoltà di estinguere gli effetti delle nostre colpe o meglio, come si dice in gergo evangelico, di rimettere i peccati.

Come ben si sa gli umani sono peccatori molto-assai incalliti e producono incessantemente grandi quantità di colpe e colpicciole. Le colpe che noi bipedi produciamo sono un po' come l'immondizia: costituiscono il sottoprodotto sgradevole della nostra vita quotidiana, del nostro desiderare, temere, ambire, invidiare, ecc.. I rifiuti e l'immondizia che generiamo incessantemente debbono, lo sappiamo bene, essere smaltiti ed eliminati onde evitare il rischio che se ne accumulino quantità tali da compromettere la qualità del nostro ambiente, trasformandolo in un inferno di sporcizia, cattivi odori e malattie.

Allo stesso modo anche i peccati debbono, in un certo senso, essere smaltiti se vogliamo evitare il rischio che si accumulino in quantità esagerate e che, quando poi ci ritroviamo all'altro mondo a chiedere il permesso di soggiorno in Paradiso, finiscano per puzzare così tanto da indurre gli addetti a rifiutarci il visto d'ingresso, trasformando così la nostra vita ultraterrena in un "inferno".

E' proprio per smaltire i residui immondi della propria vita, ossia i peccati, che gli uomini (ben consci di non essere proprio del tutto immacolati) hanno sempre desiderato potersi accaparrare grandi quantità di buoni-smaltimento. E proprio come l'esistenza dei rifiuti fisici ha dato vita a un business dello smaltimento (così allettante da aver attirato l'attenzione persino della malavita), anche l'esistenza dei rifiuti morali ha generato lo spazio per un analogo business della remissione che non ha mancato di attirare l'attenzione di taluni soggetti. Onestamente si deve riconoscere che se la Chiesa Cattolica è uno di tali soggetti, certamente non è l'unico.

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03 giugno 2008

TEMPO INCERTO

Oggi il cielo è mutevole e più incerto del mio umore.
Pare torcersi e agitarsi in preda a un male oscuro.
Ma il vero male è in noi, nell'inquietudine
di smanie indecifrabili, di desideri inutili.
E chiuso dentro il ventre nervoso per quello che non è.

CosmicVoidAroundMe

28 maggio 2008

COS'E' UN CANE?

Cos'è un cane? Come si può distinguere un cane da un cavallo o da un bradipo?

Queste possono apparire domande del tutto banali e persino un po' ridicole. Ma mi accingo a mostrarvi che forse non è così ...

Ho scritto le considerazioni che seguono per la prima volta in un thread di discussione in aNobii, il ben noto sito dedicato ai bibliofili, ma mi è parso utile riutilizzarle anche per questo blog.

Nella nostra vita quotidiana in modo continuo e inconsapevole facciamo ricorso a una serie di meccanismi di classificazione, categorizzazione, schematizzazione, semplificazione e riduzione del mondo reale a concetti e simboli ossia a sostituti di oggetti fisici spesso assai complessi o almeno troppo complessi per essere maneggevoli nel contesto della usuale conversazione.

Fra il mondo del linguaggio, cioè dei simboli verbali, e la realtà esiste spesso un vero e proprio abisso e se da un lato appare estremamente facile per chiunque pronunciare la parola "cane" associandola nella propria mente all'oggetto reale che essa rappresenta, questa operazione di associazione nasconde in realtà un intero universo. Un universo che corrisponde alla differenza fra un oggetto indefinito e sfumato come il cane reale e il concetto banale che lo rappresenta.

Beh, in realtà sto un poco svilendo questo discorso che sarebbe in effetti assai più lungo e articolato. Per esempio si potrebbe notare che il concetto di cane, intrinsecamente, non è né semplice, né complicato. E' piuttosto un'entità dalle caratteristiche flessibili che noi possiamo utilizzare, a seconda dei casi, riempiendola con pochissimi e banali contenuti o con una rappresentazione ricchissima di sfumature. Ma sta di fatto che l'utilità della parola cane nel linguaggio comune stia proprio, principalmente, nel poterne usare la forma più limitata e grossolana in modo che per chiunque, anche se dotato di cultura limitata, anche se non interessato a tutta la complessità del mondo reale, risulti facilmente e immediatamente possibile fare riferimento, senza troppi fronzoli, a una certa entità in modo comprensibile per l'interlocutore.

Insomma il "cane" che noi abbiamo in mente finisce per essere qualcosa di molto più semplice del cane fisico. Questa semplificazione è così significativa, ed è così abituale il servirsene, che in molti casi può risultare veramente difficile saper ricostruire in modo consapevole la complessità nascosta dietro la parola e noi finiamo per perderne il controllo.

Per farmi capire meglio vi invito a leggere il breve raccontino, sostanzialmente un dialogo, che segue.

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24 maggio 2008

IN CAUDA VENENUM

La cultura popolare, che talvolta apprezziamo e definiamo saggezza, talaltra snobbiamo come ignoranza, ha sempre avuto la capacità un po' furbesca di saper rovesciare la verità a seconda delle situazioni. Così se si dice che dulcis in fundo, in caso di necessità si può ribaltare il concetto affermando che in cauda venenum.

Ma forse questa tendenza agli equilibrismi e a una certa incoerenza non riguarda solo le generazioni passate. Forse la nostra cultura è fatta ancora allo stesso modo. O almeno questa è l'impressione che mi danno le ultime vicende del caso di Anna Maria Franzoni.

La signora Franzoni è stata condannata in quanto ritenuta colpevole di un crimine decisamente grave come un omicidio. Ora si sente dire in certi ambienti della nostra sinistra che sarebbe opportuno concedere la grazia, che la punizione non è mai vendetta, che deve prevalere la pietà. Si tratta di un modo di vedere le cose assolutamente nobile e generoso. Ma solo se viene equamente applicato nei confronti di tutti i colpevoli di omicidio (e, ovviamente, di altri crimini).

Come i latini vedevano nel fondo delle cose a volte il dolce, altre il veleno, anche noi oscilliamo fra posizioni inconciliabili delle quali di volta in volta scegliamo quella che più ci suona bene. L'esigenza di uguaglianza di fronte alla legge e il desiderio di pene severe e certe, si scontrano con le periodiche richieste di indulto o, in questo caso, con il prorompente, stranamente impellente bisogno di pietà verso la Franzoni.

Sono gli stessi esseri umani quelli che scivolano nell'uno e nell'altro punto di vista, sono esponenti delle stesse popolazioni e di una medesima cultura quelli che invocano a gran voce ora la forca, ora il perdono. E' un atteggiamento strabico, privo di senso e che non depone a favore del nostro rigore mentale.

Certo, a favore della grazia si levano voci che ricordano nobili sentimenti: la pietà, il perdono ... E qualcuno ricorda pure che la Franzoni ha altri due figli che ora rimarranno senza mamma. La Ritanna Armeni invoca "una legge superiore, quella della compassione".

Ma poi lo stesso popolo, gli stessi italiani chiedono a gran voce maggior sicurezza e hanno votato in modo chiaro dando la vittoria a uno schieramento politico che della sicurezza ha fatto il proprio cavallo di battaglia. Abbasso i Rom, dunque. Abbasso gli immigrati, gli albanesi, i racket, coloro che guidano in stato di ebbrezza ... Per quelli niente grazia, niente compassione. E sì che non molto spesso i loro crimini sono gravi come quello della Franzoni. Allora sorge il dubbio: non sarà che la rispettabile omicida valdostana noi non la sentiamo come pericolosa per i nostri propri interessi e, dunque, possiamo pure permetterci di mostrarle compassione (tanto è gratis), mentre i ladruncoli rom rompono quotidianamente le palle proprio a noi in prima persona e dunque prima ce li leviamo di torno e meglio ci sentiamo?

Sia come sia, a me pare fondamentale che almeno un principio venga rispettato: o la compassione vale per tutti o non deve valere per nessuno. E non mi si venga a parlare degli altri figli della sciagurata madre di Cogne: il mondo è pieno di madri che vanno in galera, se lo hanno meritato, pur avendo dei figli. Non sarà certo lei la prima. Se esistono norme per gestire la situazione, venissero applicate, ma con gli stessi criteri che valgono per chiunque altro. Niente pietà pelosa, niente compassione ad hoc, niente sconti o grazie ad personam.

CosmicVoidAroundMe

05 maggio 2008

IL DOPING DEGLI ARTISTI

Quello del rapporto fra arte e droga è un argomento su cui si è scritto e detto molto. Non posso certo pretendere di essere proprio io ad aggiungere la parola definitiva al riguardo, ma in queste righe voglio provare ad affrontare questo tema da un punto di vista non troppo usuale. Quello etico.

Non credo possano esservi dubbi: la maggioranza delle persone considerano l'uso di droga, almeno ufficialmente, pericoloso e riprovevole. In molti casi questo giudizio assume chiare sfumature etiche e la riprovazione diviene aperta condanna.

Anche il doping sportivo, che a rigore non necessariamente viene ottenuto con l'uso di sostanze classificabili come droghe, è generalmente condannato e ritenuto degno di riprovazione.

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17 aprile 2008

AVVERRA' DI CERTO OGGI ... O ALTRIMENTI SARA' FORSE DOMANI ...

Dal sito web della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno.

"Il tema del Santuario fu la chiave che svelò il mistero della delusione del 1844. Lo studio di questo soggetto rivelò un complesso sistema di verità, unito e armonico, dal quale risultava che la mano di Dio aveva diretto il grande movimento avventista. Esso inoltre indicò la posizione e la missione del popolo di Dio, segnalando le sue attuali responsabilità. Così come i discepoli di Gesù dopo quella notte terribile, caratterizzata dall’angoscia e dalla delusione, furono lieti di rivedere il Signore, nello stesso modo si rallegrarono coloro che avevano atteso in fede il suo ritorno" - GC, p. 423 [332].

In effetti, quella del 1844 è una dottrina fondamentale della chiesa avventista, poiché spiega sì la delusione di quell’anno, ma anche quello che la chiesa avventista rappresenta oggi e il perché della sua esistenza. Data l’importanza della posta in gioco, l’avversario cerca costantemente di seminare il dubbio e, se riuscisse a minare la nostra convinzione circa il 1844, conseguirebbe un grande successo. È importante quindi rimanere saldamente ancorati a questa dottrina* e a non farsi trovare impreparati dalle continue critiche.

* l'uso del grassetto è mio - CosmicVoidAroundMe

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05 aprile 2008

L'ULTIMO FINANZIAMENTO

Uno dei segni che distinguono la nostra civiltà basata su consumi sfrenati e sovrabbondanza di ricchezze rispetto a quella dei nostri avi è la possibilità di acquistare a rate. Anzi, più che la possibilità, direi l'incentivo esplicito a usare le rate per i nostri acquisti.

Fin quando gli umani sono riusciti a produrre a stento la quantità di beni necessari per le esigenze più basilari, la possibilità di acquistare a rate è rimasta al di fuori della logica economica e commerciale. A parte altre importanti considerazioni, l'acquisto a rate implica infatti la capacità di produrre sistematicamente ricchezza in sovrappiù, rispetto ai consumi minimi indispensabili, per onorare i debiti contratti. Questo tipo di capacità era impensabile in un contesto in cui nel migliore dei casi si aveva a malapena quanto bastava per vivere e qualsiasi evento imprevisto (naturale o meno) rischiava addirittura di compromettere i beni necessari per la sussistenza.

In quella situazione l'attenzione era tutta concentrata non sul consumo, ma sulla conservazione, sul risparmio e sull'accumulo per poter creare delle piccole riserve e aumentare la probabilità di riuscire a superare le contingenze negative della vita.

Al giorno d'oggi la prospettiva è cambiata: non solo non esiste più una reale necessità di accumulo (o almeno essa non è percepita nelle economie occidentale dalla maggioranza della popolazione), ma addirittura ogni forma di risparmio viene vista come un fatto sostanzialmente negativo che dal punto di vista dei consumatori sottrae ricchezze delle quali si potrebbe godere nell'immediato per migliorare la qualità della nostra esistenza e dal punto di vista dei produttori sottrae ricchezze che potrebbero essere reinvestite per produrre ulteriore ricchezza.

La filosofia di vita oggi dominante è l'orientamento al consumo; al godimento immediato e sfrenato di tutto ciò che abbiamo.

Questa filosofia di vita è ormai così diffusa e pervasiva che spesso essa ci appare assolutamente logica e addirittura necessaria. Io personalmente non ho mai molto apprezzato la corsa ai consumi, sebbene in alcuni casi io per primo sia incapace di trattenermi. Ma in questi ultimi giorni, a Torino, ho visto alcuni cartelloni pubblicitari che, pur se perfettamente allineati alla nostra filosofia consumistica, mi sono parsi sconcertanti e inverosimili.

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29 marzo 2008

DOVE SEI?

Molti di voi conosceranno già questo sito che mette a disposizione degli utenti un questionario per valutare quale sia la loro posizione ideologica rispetto alle idee sostenute dai diversi partiti in lizza per le prossime elezioni.

Si tratta di un questionario piuttosto insoddisfacente in quanto in molti casi le domande proposte risultano ambigue e lasciano aperta la porta per interpretazioni (e risposte) del tutto opposte. Tuttavia la situazione si fa un po' più chiara (ma anche più vincolante per l'utente) se ci si ricorda sempre che le risposte possibili per le varie domande non sono tutte quelle che la logica o la fantasia suggerirebbero, ma solo quelle relative alle posizioni effettivamente sostenute dai partiti.

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

A titolo di esempio consideriamo la domanda numero 13 che chiede se si sia favorevoli o contrari a "regolamentare per legge i diritti delle coppie di conviventi dello stesso sesso o di sesso diverso (unioni civili)". In questo caso chi, fosse contrario alle unioni civili, potrebbe essere tentato di rispondere molto favorevole, intendendo con ciò auspicare che si ponga fine all'attuale deregolamentazione per introdurre delle severe norme volte a vietare e punire le coppie di fatto. Sarebbe una risposta perfettamente coerente, ma di fatto, nel nostro panorama politico, dichiarandosi favorevoli si finisce per schierarsi con quei gruppi che vogliono tutelare, per esempio, le coppie omosessuali.Questo era un esempio particolarmente vistoso, ma ve ne sono diversi altri in cui l'ambiguità è meno evidente e più profonda.

Comunque, al di là di ogni possibile critica a questo strumento, mi pare si tratti di un giochino simpatico per passare il tempo e dare vita a qualche minuto di conversazione con gli amici. Se non vi dà fastidio rispondere a domande sulle vostre idee politiche, può essere divertente.

CosmicVoidAroundMe

21 marzo 2008

OPHELIA

E' comparso nelle pagine di tutti i giornali, nei giorni scorsi, il nome di Ophelia, una bambina down. I genitori della bimba parevano aver deciso di ridurre o eliminare i segni esteriori della malattia mediante la chirurgia plastica.

Come talvolta capita in questi casi, la vicenda, per via di una intervista rilasciata dai genitori stessi, è divenuta di pubblico dominio e, a quel punto, un po' tutti hanno preteso di dare il loro giudizio. In un secondo momento però i coniugi Kirwan (padre e madre di Ophelia) hanno smentito l'intervista che aveva dato origine a tutta la vicenda e ora non è del tutto chiaro se essi abbiano veramente espresso l'intenzione sottoporre la figlia a chirurgia plastica oppure la giornalista si sia inventato tutto o una via di mezzo.

Troverete qui http://www.opheliablueeyes.com/ophelia_diary.php?pageNum_news=9 alcune precisazioni su quanto scritto dalla giornalista Bonnie Estridge. Tali precisazioni dell'ultima ora a me non appaiono del tutto convincenti, anche se sembra evidente che qualche forma di distorsione e manipolazione della verità ci sia stata.

A prescindere comunque da qualsiasi eventuale ritrattazione o precisazione, voglio esprimere qualche mia breve considerazione sulla possibilità di usare la chirurgia plastica per ritoccare il look di un bimbo down e sulla pretesa di poter giudicare dall'esterno la bontà di una simile scelta.

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AVVERTENZA

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STATO DEL BLOG

  • questo blog, al momento attuale è:
    UP & RUNNING ...
    ... tra le aiuole di cemento che mangiano pian piano la campagna ...

MUSIC PLAYER

  • 3 doors down
    LANDING IN LONDON

    CosmicPlayer

    [...]
    ohibò
    mmm ...

    [???]


FRASI DEL SEMESTRE

  • FRASE DEL SEMESTRE (7):
    Ogni azione è una rinuncia,
    ogni non-azione è una rinuncia.

    Giorgio Penco

    FRASE DEL SEMESTRE (6):
    Trilobites are forever.
    Laura_S (utente di aNobii)

    FRASE DEL SEMESTRE (5):
    I giorni che passano son chiusi, come fiori messi ad asciugare, tra le pagine dei libri.
    Giorgio Penco

    FRASE DEL SEMESTRE (4):
    Possano i vostri passi andare sempre nella stessa direzione del vostro naso.
    Giorgio Penco

    FRASE DEL SEMESTRE (3):
    L'occhio del padrone ingrassa il cavallo ... (ma solo per pochissimo tempo, dato che è molto piccolo).
    Giorgio Penco

    FRASE DEL SEMESTRE (2):
    I nomi delle cose, le parole e i pensieri muoiono sulle labbra di coloro che li pronunciano. Come anche avviene per le mille parole d'amore.
    Jade Empire

    FRASE DEL SEMESTRE (1):
    La vita è una costruzione della quale quando si è giovani non si comprende il progetto, ma quando lo si comprende non si è più in grado di modificarlo. E tuttavia è inutile prendersela con altri: chi posa i mattoni a uno a uno siamo noi.
    Giorgio Penco

galeria

  • Cecilia
    Il borgo abbandonato di Galeria si trova a breve distanza da Roma. I suoi resti violati dal tempo e dall'ortica sono oramai quasi del tutto nascosti tra la vegetazione. Tutt'attorno alla rocca su cui le mura ancora odorano di vita si stende la campagna macchiata di bianco, al cader dell'inverno, dai biancospini in fiore.

poggiofilippo 01

  • Cecilia 01
    Poggio Filippo è un paesino che si trova in Abruzzo, nei pressi di Tagliacozzo. Posato sul fianco e fino alla sommità d'una bassa collina, affaccia verso il Velino e la piana del Fucino.

persone

  • Tomaso & Clelia
    Una piccola serie di foto di persone che mi sono care e che hanno o hanno avuto un posto importante nella mia vita. CosmicVoidAroundMe

luoghi 01

  • Roma001
    Luoghi che sono passati dentro di me.

vacanze 2007

  • lago di san domenico 02
    fotografie scattate durante le mie brevi (ahimè) vacanze estive del 2007

fiori 01

  • fiorellini ignoti 04
    Non sono molto bravo come fotografo, Le foto che scatto servono solo a raccontare le cose che mi piacciono e il mio modo di guardare il mondo. Tra le cose che in assoluto preferisco ci sono i piccoli fiorellini di montagna. Mentre i vistosi fiori e le piante da appartamento o da giardino (rose, ortensie, begonie, ecc.) mi dicono ben poco, mi stupisce ogni volta l'umile bellezza delle delicate corolle che colorano qua e là i pendii montani.

corallus hortolanus

  • Corallus hortolanus 39
    Questi variopinti (e apparentemente diversi) serpenti appartengono in realtà alla stessa specie. La grande variabilità della livrea è la conseguenza dell'opera di incrocio e selezione operata dagli allevatori umani al fine di migliorare la vendibilità di questo animale creando una sorta di collezionismo. I serpenti vengono tenuti in scatole di vetro o di plastica al cui interno, talvolta, vengono inseriti pezzi di rami oppure sbarre di metallo o materiale sintetico in modo da consentire agli animali di attorcigliarsi attorno a tali supporti. Le fotografie scattate all'aperto sono solo una finzione: i serpenti sono stati portati in una zona alberata e liberati per pochi istanti con lo scopo specifico di far venire meglio la foto. In realtà si tratta comunque di bestie che vivono in cattività, in spazi angusti e innaturali.
La mia foto

Heriold

  • Il proprietario di questo blog è Heriold, lo spirito vagante di un antico monaco ucciso assieme a tutti i confratelli del suo monastero nel 793 d.C..
    Egli mi ha voluto onorare scegliendomi per cooperare alla gestione del blog e alla pubblicazione di nuovi post. La maggior parte del materiale pubblicato sarà dunque mia, ma ogni tanto, quando vorrà farlo, Heriold interverrà personalmente pubblicando dei post a suo proprio nome.

    CosmicVoidAroundMe

bastardi, ma ...

  • Il sito del mio primo gruppo di discussione ... e il primo amore non si scorda mai ...
    http://www.thejag.org

FORMICHE

  • Immagine di Formiche

    Formiche è un testo divulgativo sul mondo e la vita delle formiche. Affascinante, scritto in modo piacevole e brillante, spesso sorprendente nei contenuti.

    Per coloro che amano imparare e conoscere, per coloro cui piace l'universo naturale e per coloro che sono capaci di leggere anche qualcosa di diverso da un banale romanzo, questo libro può costituire una lettura davvero stimolante.

AMORE E ODIO

  • Immagine di Amore e odio

    Amore e odio, assieme a L'uomo a rischio ed Etologia della guerra è uno dei saggi più noti di quello che, con Konrad Lorenz, è uno dei massimi etologi di sempre, nonchè il vero pioniere dell'etologia umana.

    Eibl-Eibesfeldt è un autore poco amato dal pubblico di sinistra che gli imputa, con una certa miopia, di sostenere teorie che potenzialmente avallano e giustificano le tendenze violente dell'uomo in quanto attribuiscono loro un'etichetta di naturalità. Ricordo che la mia compagna Cecilia, quando studiava per la laurea in sociologia, mi raccontava di come nell'ambiente di quella facoltà questo autore fosse ben poco amato anche dai docenti.

    Da parte mia non ho mai condiviso questo giudizio e sono sempre stato convinto che una teoria scientifica non sia mai di destra o di sinistra, ma al massimo possa essere vera o falsa. Se la teoria è falsa occorre trovare dei buoni argomenti per contestarla. E quelli a sfondo etico, secondo me, non sono mai buoni argomenti in quanto non sono mai improntati a criteri oggettivi.

    Ho letto molti libri di Eibl-Eibesfeldt; da lui ho imparato molto e ho tratto molti stimoli alla riflessione. Per me si tratta di un autore fondamentale.

IL PIU' GRANDE UOMO-SCIMMIA DEL PLEISTOCENE

  • Immagine di Il più grande uomo scimmia del pleistocene

    Il più grande uomo-scimmia del pleistocene è il libro più conosciuto e apprezzato di Roy Lewis. Si tratta di un testo che non ha bisogno di molte presentazioni. Un romanzo frizzante, breve, talvolta irresistibilmente comico, ma più spesso sospeso tra il sorriso e la riflessione. Un libro geniale che piace senza riserve a chiunque abbia la fortuna di leggerlo. Scorre velocissimo e alla fine lascia un retrogusto strano e indefinibile: la sensazione di aver imparato qualcosa che era nascosto tra le pieghe dello scherzo.